Stile di vita e sindrome metabolica

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Cosa si intende per sindrome metabolica?

Ho già parlato in un mio precedente articolo della sindrome metabolica: se avessi piacere di rileggerlo, potrai trovarlo qui https://www.guidoambria.it/la-sindrome-metabolica/

La sindrome metabolica è una condizione che prevede la comparsa di almeno 3 dei seguenti fattori di rischio:

  • alta pressione sanguigna
  • glicemia alta
  • adiposità addominale
  • alti livelli di trigliceridi nel sangue
  • bassi livelli di colesterolo HDL “buono” nel sangue

Queste condizioni possono favorire l’insorgenza di patologie o eventi più gravi, quali ad esempio:

  • ictus
  • malattie cardiovascolari
  • infarto
  • diabete di tipo 2
  • altre condizioni croniche

Fattori di rischio della sindrome metabolica

Vi è una correlazione tra stile di vita e sindrome metabolica?
Si, lo stile di vita e le abitudini alimentari possono influenzare l’insorgere della sindrome metabolica in età adulta.

Per poterne prevenire i disturbi, è importante mettere in pratica alcuni semplici, ma essenziali accorgimenti: 

  • attenzione alla dieta
  • rispettare il ritmo circadiano
  • praticare regolare attività fisica

Dieta e sindrome metabolica

Sono diversi i tipi di dieta per la sindrome metabolica che possono essere seguiti, come ad esempio la dieta ipocalorica mediterranea, la dieta low carb, la dieta iperproteica, la dieta fodmap o la dieta chetogenica.

Non esiste una dieta che sia adatta a tutti, è necessario avere una propria dieta per poter raggiungere i risultati sperati. 

Una dieta non adeguata, viene associata a varie condizioni croniche quali malattie cardiache o diabete.

Uno studio condotto dal China National Nutrition and Health Survey su 35.146 partecipanti, ha rivelato che seguire un approccio dietetico di qualità permette di ridurre il rischio di sviluppare la sindrome metabolica (1).

Nonostante negli ultimi anni sia aumentato l’interesse circa l’importanza di avere un corretto stile di vita per la prevenzione della sindrome metabolica, sono necessari ulteriori studi per confermare che la dieta giochi un ruolo determinante per la prevenzione ed il trattamento della sindrome metabolica. 

Gestione dei pasti e sindrome metabolica

Luogo comune è quello che sia corretto consumare 3 pasti principali e 2 spuntini…ma dove sta scritto?

La frenesia della nostra giornata porta alla gestione sempre differente dei pasti: chi preferisce suddividere i propri pasti tra colazione e cena, chi per il poco tempo a disposizione mangia di fretta al bar consumando un panino al volo, chi invece preferisce direttamente saltare il pasto…

Avere una propria idea di giornata tipo è davvero importante per avere cognizione di cosa sia corretto mangiare nella propria giornata, sia dal punto di vista calorico che dal punto di vista di macronutrienti che devono essere assunti quotidianamente. 
E’ importante essere seguiti da un professionista che dopo attenta analisi proponga il percorso dietetico più adatto alla persona. 

Nella tabella sottostante vengono evidenziate quali siano le abitudini alimentari che possono contribuire allo sviluppo della sindrome metabolica (2).

Ritmi circadiani e sindrome metabolica

All’interno del nostro corpo è presente una sorta di “orologio” che scandisce nelle 24 ore il ciclo sonno-veglia.
Questo meccanismo naturale è caratterizzato da diversi cambiamenti fisici, mentali e comportamentali, è chiamato ritmo circadiano [3].

Diversi studi mostrano come i ritmi circadiani regolino il nostro corpo attraverso:

– rilascio di ormoni
– digestione
– temperatura corporea
– qualità del sonno. 

Alcune delle principali caratteristiche che influenzano i ritmi circadiani sono la luce, la dieta e la temperatura.
Quando il ritmo circadiano di una persona non viene mantenuto correttamente, il soggetto può sperimentare diverse problematiche di salute.

Attraverso alcuni studi è stato infatti stabilito che vi sia un forte legame tra un irregolare ritmo circadiano e patologie quali l’obesità e alterato metabolismo del glucosio [4]. 

Inoltre, il ritmo circadiano alterato è associato come dimostrato nello studio (5), a malattie croniche come diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Ancora una volta, nonostante le prove effettive non siano ancora sufficienti, possiamo senz’altro affermare che lo stile di vita e la sindrome metabolica siano strettamente correlati.

Attività fisica e sindrome metabolica

Svolgere regolare attività fisica porta molteplici benefici per la nostra salute.
Se può essere di tuo interesse, ecco un paio di miei articoli al riguardo:

Fare attività fisica rende felici
10000 passi al giorno: numero magico o invenzione?

I principali aspetti positivi nello svolgere regolare attività fisica sono la perdita del peso e il mantenimento nel tempo oltre che ad un piacevole benessere psicofisico.

Inoltre, l’attività fisica è importantissima per la prevenzione di malattie quali ictus, diabete e patologie cardiovascolari.

Per quanto riguarda la sindrome metabolica, uno studio ha evidenziato come l’aumento dell’esercizio fisico moderato e vigoroso – considerando età, sesso, consumo di alcool o fumo –  possa ridurre le probabilità di comparsa della sindrome metabolica (6).

Nonostante le linee guida internazionali per l’attività fisica (7) indichino come comportarsi (150-300 min di attività aerobica di intensità moderata a settimana o 75-150 min di attività aerobica di intensità vigorosa a settimana), circa il 25% degli adulti nel mondo non le rispettano.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui, durante il colloquio con i miei pazienti, insisto particolarmente sull’importanza di svolgere regolare attività fisica.

Concludendo, in questo articolo ho riportato alcuni studi circa lo stretto legame tra stile di vita e sindrome metabolica.

Comprendere l’effetto delle proprie abitudini  è fondamentale.

Piccole azioni
quotidiane, ripetute fino a diventare abitudini, non solo possono migliorare il nostro stile di vita, ma anche allontanare il rischio di sindrome metabolica.

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Dott. Guido Ambria
Dott. Guido Ambria

Biologo Nutrizionista e Farmacista. Sono specializzato in disturbi intestinali, microbiota, intolleranze alimentari e dieta chetogenica. Appassionato di Sport , mi occupo anche di Nutrizione per sportivi.

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