È meglio il salmone selvaggio o di allevamento?

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Il salmone è forse il pesce più conosciuto al mondo, e probabilmente anche tra i più consumati. Venduto in ogni modo nei supermercati, lo troviamo nel sushi, al ristorante, come aperitivo e anche sulla pizza. Ovunque. Sempre più presente sulle nostre tavole, è disponibile tutto l’anno ad un costo ormai contenuto. Molto diffuso ad esempio nelle diete a regime ipocalorico o tra gli sportivi.

Il salmone è adatto a tutti i regimi alimentari, tranne per chi segue una dieta vegana.  Viene apprezzato anche per le sue proprietà nutrizionali. Quindi se rientra spesso tra i tuoi acquisti o tra cibi che scegli solitamente nel tuo menù non posso, da Nutrizionista, biasimarti.

Ma…c’è qualcosa che dovresti sapere.
Perchè, molto probabilmente, quello che hai mangiato è sempre salmone di allevamento.

Il salmone di allevamento

Quelli che troviamo in commercio sono per lo più salmoni atlantici, provenienti dagli allevamenti in Norvegia. Per favorire il rapido aumento del peso corporeo, vengono alimentati con mangimi poco salubri. Tra gli effetti più visibili ci sono l’aumento della percentuale di grasso e il colore diverso che assume la carne.

Di seguito trovi un video riassuntivo su tutto quello che devi sapere sul salmone di allevamento.

Ci sono anche importanti considerazioni riguardo lo stato igienico degli allevamenti e la sicurezza alimentare dato che l’EU permette livelli di diossine 9 volte superiori a quelle contenute nel pollo, manzo e 30 volte rispetto a quelle contenute nel maiale.

Come riconoscerlo?

Nei salmoni allevati possiamo vedere delle fasce bianche nella carne. Questa non è una caratteristica naturale del salmone, ma è una causa dell’alimentazione imposta negli allevamenti (come puoi osservare nell’immagine di confronto al lato). Sono strati di grasso che non si formano nei salmoni selvaggi. 

La tavola dei colori del Salmone di Allevamento
salmone allevamento e salmone selvaggio a confronto

L’alimentazione in natura determina il colore rosso del salmone selvaggio, mentre l’arancione di quello d’allevamento non è frutto di un cibo “un pò meno naturale”, come si potrebbe supporre, ma di un colorante aggiunto nei mangimi.

Come vedi, puoi scegliere la sfumatura del salmone che ti piace di più, sulla “mazzetta Pantone”Senza questi coloranti i salmoni sarebbero grigi. Un pò come accade per la trota salmonata 🙂 

Il Salmone Selvaggio

Per quanto possibile, consiglio sempre di comprare salmone selvaggio. Anche se poco più costoso di quello allevato, è l’unico che possiede le proprietà nutrizionali di cui abbiamo bisogno. 

Quello che consiglio è il Salmone Sockeye
Particolarmente adatto anche per le donne in gravidanza o nell’infanzia.

Principali nutrienti nel Salmone Sockeye

🥣 Porzione di 100g

🔸Acidi grassi OMEGA 3, circa 1,2g. Sono gli acidi grassi essenziali che il corpo umano non può produrre da solo;
🔸Vitamina D, una porzione contiene quasi la quantità giornaliera raccomandata;
🔸Selenio, oltre il 50% della quantità richiesta, nutriente indispensabile per la naturale funzione tiroidea;
🔸Vitamina B12, presente in abbondante quantità, essenziale per la funzione nervosa, per la sintesi di DNA e per la produzione dei globuli rossi.
🔸ASTAXANTINA. Il salmone Sockeye si nutre prevalentemente di alghe e plancton, naturalmente ricchi di astaxantina, un potente antiossidante e antinfiammatorio.

Fonti scientifiche
Sciencemag

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Dott. Guido Ambria
Dott. Guido Ambria

Biologo Nutrizionista e Farmacista. Sono specializzato in disturbi intestinali, microbiota, intolleranze alimentari e dieta chetogenica. Appassionato di Sport , mi occupo anche di Nutrizione per sportivi.

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