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L’insulino resistenza e le patologie metaboliche

L’insulino resistenza e le patologie metaboliche

Insulino resistenza: cos’è e cosa provoca?

L´alimentazione quotidiana fornisce agli essere umani l´energia necessaria per svolgere tutte le sue attività quotidiane attaverso il glucosio, la più semplice molecola di zucchero esistente in natura. Quando questa arriva alla circolazione sanguigna, viene chiamata glicemia.

Per ottenere energia a partire dalla glicemia, le cellule del nostro organismo devono permettere l´entrata di questa molecola attraverso dei recettori esistenti sulla superficie di queste cellule. L´entrata si dà come risposta all´azione di un importante ormone prodotto dalle cellule β del pancreas, l´insulina.

La sua secrezione viene data come risposta all´incremento dei livelli di glicemia in due fasi: una rapida, che avviene subito dopo il consumo di carboidrati e zuccheri, e una lenta o basale, rappresentata dalla continua liberazione durante la giornata.

L’insulino resistenza, la difficoltà che hanno i recettori a captare l’insulina , è maggiore quando vi è tessuto adiposo viscerale in eccesso; ma non solo, può manifestarsi anche in presenza di determinate patologie ad esempio l’endometriosi, e impedisce l’ingresso di glucosio nella cellula.

Questa situazione genera alti livelli di glicemia (iperglicemia) per diversi ore al giorno, per più giorni consecutivi, così che il pancreas lavori il doppio per produrre più insulina come metodo compensatorio, producendo iperinsulinemia. La patologia metabolica appena descritta può passare inosservata per molto tempo, in quanto il paziente presenta normali livelli di glucosio nel sangue e potrebbe portare a pensare erroneamente che non vi sia alcun problema metabolico.

L’insulino resistenza porta alla sindrome metabolica

Alla lunga il pancreas ha un degrado funzionale dovuto al lavoro extra a cui è sottoposto, tanto che i livelli di insulina prodotti non soddisfano più le esigenze metaboliche, producendo ancora di più iperglicemia, ma che in questo caso è  accompagnata da ipoinsulinemia.

Sebbene questa sia la fisiopatologia principale dell´insulino-resistenza, le cause possono essere molteplici, includendo cause ormonali, genetiche o farmacologiche, come l´uso prolungato di corticosteroidi. Anche malattie endocrine come la sindrome di Cushing, l´acromegalia ed il feocromocitoma.

Ma tra tutte le possibili cause, l’alimentazione ipercalorica associata allo scarso esercizio fisico è la principale!!!

Questa inadeguata risposta all´insulina contribuisce significativamente alla patogenesi del diabete tipo 2, essendo strettamente legata a questa malattia cronica, producendo sintomi come fame e sete anormali, letargia, difficoltà a concentrarsi e aumento di peso.

Inoltre, questa condizione metabolica rappresenta un grande fattore di rischio per la sindrome metabolica, il sovrappeso e/o obesità, ipertensione arteriosa ed altre malattie cardiovascolari, dislipidemie, steatosi epatica non alcolica, sindrome dell´ovaio policistico, ecc.

 

la noce

La diagnosi dell´insulino resistenza nella pratica clinica viene fatta principalmente valutando le concentrazioni plasmatiche di glucosio e di insulina a digiuno. Talvolta si utilizza anche la classica curva glicemica o test di tolleranza al glucosio, che in presenza di questa patologia presenta un andamento relativamente normale, salvo presentare poi, a distanzia di varie ore, un rapido declino della glicemia dovuto all´iperinsulinemia.

Sebbene l´insulino resistenza possa contribuire alla patogenesi delle patologie precedentemente descritte, gli studi presenti in letteratura (1) sostengono che la dieta chetogenica, sia la terapia dietetica più efficace per queste condizioni metaboliche e possono superate se il paziente viene inserito in un percorso di cambiamento di stili di vita.

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dott. Guido Ambria

Biologo Nutrizionista

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