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Che cos’è la disbiosi intestinale?

I sintomi sono spesso visti come condizioni comuni che rendono difficile rilevare il problema, come la tensione addominale, diarrea, stipsi, problemi digestivi, ansia, debolezza, mal di testa, irritazioni cutanee, candidosi, alterazioni del ciclo mestruale etc. La diagnosi è molto ampia, ma è dovuta principalmente a cattive abitudini alimentari. Seguire una dieta inadeguata, soffrire di patologie che influenzano il processo digestivo, abusare di farmaci e avere un alto livello di stress può causare disbiosi intestinale. Se una persona soffre di questo squilibrio, potrebbe avere problemi di assimilazione di sostanze nutritive, soffrirà di disturbi intestinali e altri disturbi che sono in fase di studio costante, per questo motivo è molto importante testare per la disbiosi in caso di sospetto. Il dosaggio di due indicatori nelle urine, indicano e scatolo permettono di valutare se vi sia disbiosi a livello dell’intestino tenue o del colon. Questo test biochimico permette di rilevare la presenza di questi indicatori e di dare al paziente una diagnosi dello stato della sua flora intestinale, fungendo da riferimento affinché il nutrizionista possa aiutarlo in una consulenza mirata per recuperare lo stato ottimale di salute.
La procedura per utilizzare questo test è molto semplice, la persona deve raccogliere un campione di urina al risveglio, conservarlo in un contenitore utilizzando la pipetta inclusa nel kit. Introdurre l’urina della pipetta nella provetta speciale, chiuderla saldamente e inserire tutti i dati necessari nel questionario personale. Il campione è pronto per essere consegnato al laboratorio, che in pochi giorni restituirà l’esito.

Come si cura la disbiosi?

Una volta effettuato il test, e nel caso in cui risulti positivo il dosaggio di indicano e/o scatolo, il paziente risulta in disbiosi, deve quindi essere consultato uno specialista per assegnare il trattamento più appropriato per le condizioni del paziente. Un piano  alimentare personalizzato che tenga conto dell’esito del test può fornire un buon punto di partenza per curare la disbiosi intestinale, tuttavia è necessario avere l’aiuto di uno specialista del settore, che può suggerire alimenti specifici che possono favorire il riequilibrio della flora batterica intestinale. Nella seziona Contatti potete richiedere una consulenza e sarò lieto di assistervi. Il trattamento della disbiosi intestinale si basa sulla pianificazione di una dieta personalizzata, la riduzione di alcol e farmaci, l’assunzione di specifici probiotici. Di estrema importanza sono i prebiotici, sostanze organiche indigeribili contenute negli alimenti, in grado di stimolare la crescita di batteri “buoni” presenti nel colon. Specie vegetali che hanno azione prebiotica sono principalmente aglio, cipolla, asparagi, soia, avena e cicoria, dalla quale si ricava l’inulina sostanza chimicamente inattaccabile dai nostri enzimi digestivi ma non da quelli batterici che ne traggono quindi nutrimento. Dopo un periodo di assunzione di vegetali contenenti FOS e inulina o di integrazione specifica si riscontra un significativo aumento nel tratto intestinale di Bifidobatteri e Lattobacilli.
Molte persone pensano che avere episodi di diarrea occasionale, soffrire di stitichezza, avere spesso gonfiore addominale o digerire con difficoltà siano condizioni ereditarie e solo perchè si hanno da tanti anni hanno non siano risolvibili. In realtà potrebbe soffrire di disbiosi intestinale.  Questo indica che la disbiosi intestinale non è una condizione semplice e transitoria, improbabile che il ripristino dell’eubiosi avvenga spontaneamente, quindi la cosa più prudente è eseguire il test per rilevarla e farsi seguire da uno specialista, in modo risolvere in maniera duratura questa delicata condizione. CLICCA QUI SOTTO per prenotare una consulenza e ritrovare il benessere intestinale.
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